Le origini e il nome
Sorge nel cuore dell’antica Curtis longobarda (VIII–IX sec.), centro amministrativo della Napoli altomedievale. Il titolo «agli Armieri» testimonia il legame indissolubile con la potente corporazione dei fabbricanti di armi, che scelse San Michele Arcangelo, il guerriero di Dio, come proprio protettore.
L’assetto barocco
L’edificio attuale è il frutto di un radicale rifacimento del 1638. Nonostante i profondi mutamenti urbanistici del «Risanamento» ottocentesco, la chiesa resta una preziosa testimonianza della stratificazione storica del quartiere, incastonata tra le architetture moderne nei pressi del Rettifilo.
Il cuore della chiesa: la pala d’altare
L’opera di maggiore rilievo è la tela seicentesca posta sull’altare maggiore, espressione della scuola napoletana (cerchia di Massimo Stanzione). Il dipinto raffigura:
- Al centro: la Madonna Assunta in cielo, colta nel mistero dell’ascesa alla gloria divina.
- Ai lati: le figure dei due San Giovanni, il Battista (il Precursore) e l’Evangelista (il Discepolo prediletto).
L’accostamento dei due santi simboleggia l’unione tra l’Antica e la Nuova Alleanza, che trovano il loro punto di incontro e compimento nella figura della Vergine Maria.